Diego Masi, “Go green. Il nuovo trend della comunicazione”, Fausto Lupetti editore.
L’emergenza ambientale globale di questo inizio decennio ci offre lo spunto per soffermarci sulla aggiornatissima pubblicazione, corredata di dati, tabelle e grafici, di Diego Masi, professionista della comunicazione e presidente di AssoComunicazione.
“Go green” si articola in dieci capitoli, attraverso cui l’autore esamina, sotto ogni profilo, problematiche e relative soluzioni “green” connesse all’emergenza ambientale che caratterizza la nostra epoca. Il Titanic sul quale viaggia l’intera comunità mondiale necessita di un nuovo approccio strategico, di un piano di sopravvivenza con cui affrontare global warming, problema energetico, scarsità del’acqua, impoverimento della biodiversità, tossicità dei prodotti industriali e inquinamento dell’ambiente, smaltimento dei rifiuti, buco dell’ozono, oceani devastati da ingenti quantità di rifiuti e deforestazione, che sono le motivazioni principali, affrontate nel primo capitolo, per cui la nostra nave rischia il naufragio. L’iceberg non è stato avvistato ancora da tutti e c’è chi stenta a voler prendere atto della sua presenza e della costante minaccia da esso rappresentata.
Nel secondo capitolo si scorge tuttavia un motivo di speranza nella cosiddetta “rivoluzione verde” che avanza e nei consumatori che stanno cambiando il proprio stile di vita, malgrado fonti informative e modelli comunicativi, nella maggior parte dei casi, non diano input con sufficiente chiarezza riguardo ai comportamenti virtuosi da perseguire. Gli italiani stentano ad adeguarsi ai nuovi modelli comportamentali e di sviluppo, affermantisi invece in altri paesi europei ed extraeuropei.
Nel terzo capitolo si affronta per l’appunto il difficoltoso trend del nostro paese, che attribuisce la mancante consapevolezza dell’emergenza ambientale soprattutto a una cattiva gestione amministrativa del territorio e a una mancata politica della comunicazione e divulgazione riguardo alla nocività di taluni comportamenti e alla virtuosità di altri. La rivoluzione verde pare sia iniziata, seppure dal basso, anche nel nostro paese, secondo quanto rileva la ricerca di Gfk-Eurisko per UPA e AssoComunicazione: “Gli italiani, la Green Economy & Communication”.
Sulla “green economy” si sofferma il quarto capitolo, puntando l’indice contro quelle multinazionali che, per rientrare nella green life verso cui dovremmo dirigerci, dovrebbero riconquistare prima di tutto credibilità, offrire trasparenza e verità ai consumatori. “Nell’economia del futuro una delle parole d’ordine sarà ecotrasparenza (…) perché il consumatore pretenderà chiarezza e coerenza che verranno premiate, riorientando il capitalismo in modo postitivo”, conclude il capitolo l’autore.
Nel quinto capitolo è il programma politico ambientale del presidente americano Obama ad essere vagliato, alla luce della Green Revolution che il paese maggiormente responsabile al mondo delle emissioni di gas serra si appresterebbe ad intraprendere e da cui l’Italia potrebbe trarre spunto. Tuttavia l’omologazione dell’informazione da parte del mondo occidentale, il puntare in special modo sul digitale e sulla tv, piuttosto che su una fonte inesauribile e formidabile quale la rete, costituirà l’errore di valutazione principale se davvero si vorrà intraprendere la strada verde.
Internet viene considerato nel sesto capitolo “una delle grandi invenzioni del Novecento (…) in cui tutti possono conoscere, parlare, comunicare. E’ la via della comunicazione. Il media del futuro.”. Il settimo capitolo si diffonde sul “comunicare green” necessario anche da parte delle imprese, che per sopravvivere dovranno calarsi nelle esigenze della comunità e iniziare a fare del “business sociale”. Il fare business e basta non sarà più “green”, ma la “parola d’ordine sarà Brand Reputation e per costruirla non bastano budget stellari, ci vogliono tempo, lungimiranza e creatività.”, oltre che onestà, trasparenza ed eticità.
Gli ultimi tre capitoli approfondiscono rispettivamente le seguenti tematiche: il concetto di “agenzia ibrida”, il successo a metà del vertice di Copenaghen e l’affermazione dei siti non profit che sviluppano il mercato green.
La pubblicazione si conclude con un mini glossario e una interessante sitografia “digital green”.
La rivoluzione verde viene, insomma, considerata quale l’unica via di salvezza che il Titanic su cui viaggia la comunità mondiale potrà intraprendere e la Green Communication il nuovo standard della comunicazione, l’unico in grado di restituire dignità al modello produttivo.
Dati libro
Titolo: “Go green. Il nuovo trend della comunicazione”
Autore: Diego Masi
Editore: Fausto Lupetti Editore
ISBN: 978-8895962-38-2
Anno: 2010
Pagine 209
Per ulteriori informazioni sull’opera:
Fausto Lupetti Editore – Via del Pratello, 31 – 40122 Bologna – Tel +39 051 5870786
Il libro può essere ordinato online sul sito dell’editore www.faustolupettieditore.it . Si ringrazia la casa editrice per aver messo a disposizione dell’associazione Ecoage una copia omaggio del testo. Il libro è stato aggiunto alla biblioteca dell’associazione culturale Ecoage ed incluso nelle fonti bibliografiche del sito web (bibliografia ecoage).
Recensione del libro su ecoage a cura di G.Lapadula









Leave a Comment