Se la ricchezza è definita come abbondanza che non crea indigenza, ci devono essere altri limiti. I mezzi di sussistenza presenti in natura dovrebbero essere trasformati in sostentamento concreto solo quando è necessario. Non c’è modo migliore di conservare mezzi di sussistenza che lasciarli in natura.
Durante l’Esodo di Israele dalla schiavitù in Egitto, trovare sostentamento nel deserto era un problema cruciale. La Bibbia ci dice che una razione quotidiana di manna cadeva miracolosamente sul terreno ogni mattina. Quando gli ebrei cercarono di accumulare e conservare più della loro razione quotidiana, non solo l’eccedenza si deteriorò, ma anche l’ambiente ne risentì: si ridusse la sua disponibilità a favorire la sussistenza.
Ancora una volta constatiamo quindi che, a meno che sia necessario, è meglio non fare nulla che trasformare qualcosa in nulla, bisogna sempre fare molta attenzione che il nostro profitto non sia soltanto apparente.
Un profitto oggi che si traduca in un costo domani non è ricchezza: al contrario, è una doppia perdita di tempo. Spesso siamo costretti a comportarci così per sopravvivere, ma un Mercato sofisticato dovrebbe pianificare in modo da evitare questo tipo di situazione, che contraddice la legge dello yishuv alani, la colonizzazione del mondo.
tratto dal libro “la teoria della felicità economica” di Bonder Nilton








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