Cos’è.
Il Protocollo di Kyoto è l’accordo internazionale che si propone di ridurre le emissioni di gas serra responsabili del surriscaldamento globale, dei disastrosi eventi climatici sempre più frequenti (i cinque uragani in due settimane di quest’estate, ondate di calore torrido, di temperature glaciali, alluvioni)… Le tappe:
- 1992. Storico Earth Summit, a Rio de Janeiro. 184 nazioni riunite per discutere del futuro della terra. Lì viene firmata la Convenzione “quadro” sui cambiamenti climatici (Unfccc).
- 1997. Le più urgenti misure per l’attuazione della Convenzione vengono definite durante una Conferenza internazionale a Kyoto, in Giappone: è il Protocollo di Kyoto. Per farlo diventare obbligatorio occorreva che i Paesi produttori di almeno il 55% delle emissioni di CO2 nel mondo lo firmassero…
- 2004. Questo è appena avvenuto: la Russia ha aderito, facendo scattare la soglia. Dopo 90 giorni il Protocollo sarà obbligatorio per mezzo mondo, Europa in testa. Mancano gli Stati Uniti (che riversano in atmosfera da soli un quarto delle emissioni di gas serra mondiali!), ritiratisi nel 2001 asserendo che avrebbe danneggiato l’economia Usa e ingiustamente favorito i Paesi in via di sviluppo; Australia e India si astengono, la Cina se ne disinteressa. Ciò nonostante…
- 2005. 16 febbraio: il Protocollo di Kyoto entra in vigore.
Cosa dice.
I punti chiave sono:
- Per i Paesi più industrializzati, tra cui l’Italia, l’obbligo è ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990, nel periodo di adempimento che va dal 2008 al 2012.
- Gli stessi Paesi devono favorire iniziative volte alla creazione di strumenti per ridurre la CO2, anche con investimenti che favoriscano lo sviluppo sostenibile dei Paesi non ancora industrializzati. Un punto importante è valorizzare la risorsa “foresta” invece che sfruttarla.
- Ogni Paese industrializzato, inoltre, deve fare una stima delle emissioni gassose.
Saranno incentivate le energie rinnovabili.
Si possono ipotizzare eco-tasse che colpiranno i prodotti più inquinanti, e invece agevolazioni per le aziende che adottano atteggiamenti eco-compatibili. - I Paesi firmatari vanno incontro a rappresaglie economiche se mancheranno di raggiungere gli obiettivi.
Cosa fare ora
- Il Protocollo di Kyoto è il più grande gesto che le nazioni del mondo hanno fatto per salvare il clima del pianeta, il nostro ambiente. Forse da solo non sarà sufficiente per assicurare un’inversione di tendenza delle temperature. Eppure, obbligando gli stati, e quindi a cascata le aziende, gli amministratori – e tutti noi! – a valutare quanti gas climalteranti produciamo col nostro stile di vita, già raggiungerà il suo primo, e forse decisivo effetto: diffondere consapevolezza e attenzione verso l’ambiente.
- Ogni attività, ogni nostra azione produce CO2. Ora dobbiamo calcolare quanta. Adottare tutte le misure, gli accorgimenti per ridurla: razionalizzare i consumi, usare energie rinnovabili… e compensarla.
- Oggi si può. Il futuro del nostro pianeta non dipende solo dai trattati e dalle politiche dei governi: molto dipende dalle nostre scelte. Per questo, Impatto Zero è un’opzione importante.
- Impatto Zero è il primo progetto italiano che concretizza gli intenti del Protocollo di Kyoto. Lo ha promosso LifeGate, in collaborazione con enti scientifici e Università italiane, per quantificare l’impatto ambientale e compensarlo grazie agli alberi, che hanno la capacità di assorbire anidride carbonica.
- Su www.impattozero.it: il calcolatore della CO2, eco-consigli e tutte le informazioni per aderire a Impatto Zero.
Tratto da Lifegate.it









2 Responses to “Protocollo di Kyoto”
Marzo 6th, 2008 at 13:33
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Eric Hundin
Aprile 2nd, 2008 at 21:48
Il Giappone ha mostrato segni splendidi di tutela del territorio.
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